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Il progetto: sviluppo e gestione di servizi innovativi in campo ambientale

Contrastare la discriminazione attraverso un'azione concreta ed integrata in dinamiche di sviluppo ampio, nel campo del riciclaggio e della gestione eco-sostenibile dell'ambiente. Tale azione consiste nell'attivazione di un percorso formativo volto alla creazione di un'impresa di servizi, che svolga la fase di raccolta differenziata dei rifiuti, con l'auspicio di dar luogo ad un consorzio di imprese, in grado di costituire un'iniziativa lavorativa stabile. Progetto promosso dalla Regione Campania, nell'ambito dell'iniziativa comuniraria EQUAL, con l'obiettivo di favorire il reinserimento di soggetti svantaggiati in contesti occupazionali di qualità e promuovere dinamiche di sviluppo in un'area territoriale "depressa". La partnership composta da IPRS, Pomigliano Ambiente SpA e dai Comuni di Pomigliano d'Arco e Sant'Anastasia si è formata nell'intento condiviso di cogliere l'opportunità per attivare meccanismi di sviluppo tramite l'implementazione, in un contesto territoriale delimitato, di una forma di impresa innovativa, che può essere replicata in maniera agevole nei territori contigui e che costituisce perciò un'occasione di sviluppo ed occupazione per le categorie locali a più alto rischio di disagio ed emarginazione dal mondo del lavoro (i giovani, i disoccupati, i cittadini immigrati).

Bacino territoriale di riferimento

L'idea progettuale si colloca in una particolare area della regione Campania, costituita dal territorio dei Comuni di Pomigliano D'arco e di Sant'Anastasia. Tale area è caratterizzata da un sistema produttivo disomogeneo e poco articolato, che trova nella presenza della agglomerato industriale Fiat il principale punto di riferimento. Lo scenario dell'economia locale appare di natura complessa e con scarsi elementi di omogeneità da un punto di vista socio economico. Ci sono settori che si distinguono rispetto ad altri per una maggiore presenza sul territorio (metalmeccanico, abbigliamento, aeronautico) accanto ai quali cominciano a svilupparsi i settori del terziario avanzato e innovativo. I dati della disoccupazione dell'area raggiungono risultati allarmanti, mentre le principali occupazioni spaziano in un infinità di piccole attività e iniziative che vengono svolte anche in condizioni di informalità. Quindi da un lato si colloca la grande impresa che in questi ultimi anni è stata protagonista di alterne vicende che ne hanno segnato in vario modo la struttura finanziaria ed occupazionale, dall'altro nascono delle piccole e piccolissime imprese scarsamente innovative e comunque ferme su mercati relativamente ristretti che ne minano irrimediabilmente qualsiasi prospettiva di sviluppo.

Il problema della discriminazione

L'azione identifica come principale e significativo problema di discriminazione la presenza di una vasta platea di soggetti (immigrati, giovani e donne) che trova difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro o che si ritrova ad essere impegnata in "cattivi lavori" che ne segnano inevitabilmente i percorsi di vita costringendoli lungo traiettorie di esclusione che li portano a vivere in situazioni ai margini della povertà assoluta o in uno stato di povertà relativa da cui è difficilissimo uscire. Se poi ai problemi del mercato del lavoro si aggiungono, per la categoria degli immigrati in particolare, problemi di discriminazione che segnano fortemente anche la loro situazione di integrazione nel contesto che li accoglie il quadro risulta ancor più aggravato e difficile da risolvere. La fragilità lavorativa sperimentata da giovani e immigrati, dovuta da un lato, in particolare per gli immigrati, ad una serie di ostacoli di natura legislativa che impediscono il completo accesso ad alcuni settori del mercato del lavoro, mentre dall'altro, nel caso dei giovani ed in particolare delle giovani donne, a scarse opportunità lavorative o alla presenza di "cattivi lavori" che più che consentire percorsi di emancipazione e fuoriuscita da traiettorie di impoverimento ed esclusione ne accelerano in maniera sistematica l'andamento. Non si può non sottolineare il fatto che l'effetto congiunto di più fattori di disagio porta tendenzialmente ad un impoverimento ed ad una difficoltà sempre maggiore. Infatti, si genera, a detta di eminenti studiosi, un effetto di concentrazione da cui difficilmente si riesce a venir fuori. Ciò risulta vero in modi diversi per le due categorie di soggetti che abbiamo indicato ma la forma che assumono gli elementi e i fenomeni di disagio si declina in maniera ancora più articolata in contesti come quelli in cui si articolerà l'intervento progettuale. E non è un caso che proprio in uno di tali contesti problematici, quello campano, il fenomeno dell'auto-imprenditorialità è divenuto una risorsa cui gli giovani disoccupati ma anche gli stessi immigrati (nel 2000 era ben il 10,3% la percentuale dei permessi di soggiorno rilasciati in Campania per lavoro autonomo (38.473) e l'incidenza dei 7.971 titolari d'impresa (Fonte: Polo contro la Discriminazione di Napoli, http://www.osservatorioimmigrazionesud.it) hanno attinto per superare alcune difficoltà di inserimento e per dare autonomamente stabilità al proprio percorso lavorativo. Resta comunque il fatto che i numeri sono ancora pochi e le strade da intraprendere possono essere molteplici ma rimangono comunque tutte finalizzate a rimuovere quegli elementi di instabilità determinate in molti casi più da una generalizzata assenza e scarsa diffusione di adeguate informazioni sulle opportunità connesse all'avvio di un'attività imprenditoriale che da una consapevole scelta e quindi è proprio per il superamento di questi limiti e per un nuova possibilità di sviluppo che l'azione vuole intervenire.

Strategia

Il problema di discriminazione inquadrato precedentemente rappresenta sicuramente una sfida di non poco conto, che si pone oggi dinnanzi a tutti coloro che intendano realizzare interventi in favore di fasce particolarmente disagiate. La crescente presenza di immigrati nel nostro paese a seguito di importanti sconvolgimenti geopolitici che si abbina ad una sempre più accentuata crescita della disoccupazione giovanile, in particolare femminile, che risulta essere più concentrata nelle aree del Mezzogiorno d'Italia ci porta a riflettere sempre più sulla necessità di avviare una serie d'iniziative che siano sostenibili sul lungo periodo e valide qualitativamente. I partner ritengono che il campo del riciclaggio e della gestione eco-sostenibile dell'ambiente possa essere la strada da seguire per favorire la risoluzione del problema di discriminazione individuato e creare percorsi di reinserimento o inserimento ottimali. La strategia della partnership si articola attraverso la realizzazione di una serie di attività (analisi fabbisogni del territorio, realizzazione di percorsi formativi, scambi di buone pratiche) che mirano da un lato a favorire l'inserimento delle categorie svantaggiate più su indicate e dall'altro ad attivare opportunità di sviluppo territoriale partendo proprio dagli interventi per l'ambiente. Nel primo caso le categorie identificate saranno inserite in un circuito virtuoso che possa dare loro occasioni lavorative stabili e di qualità, nel secondo le attività che si realizzeranno attiveranno processi di sviluppo locale e di sostenibilità ambientale. Da ciò il progetto individua una strategia raggiungibile realizzando preliminarmente uno studio accurato delle esigenze del territorio in termini di aspettative di impatto ambientale e di analisi costi-benefici inerenti la realizzazione di una messa in rete di organismi deputati alla raccolta differenziata ed all'utilizzo alternativo dei rifiuti. Nonché un'analisi approfondita dei principali caratteri discriminatori presenti nei riguardi dei soggetti che si vuole beneficiari degli interventi. Successivamente allo studio il progetto intende realizzare un percorso formativo utile a creare la figura professionale del "Tecnico per lo sviluppo e la gestione di servizi innovativi in campo ambientale". La scelta di questo percorso è da imputare in parte anche alla pregressa esperienza del comune di Pomigliano D'Arco che, in controtendenza con gli altri comuni della Regione Campania, ha scelto di creare strutture autonome quando in Regione c'era la carenza di strutture per il funzionamento del sistema integrato di gestione dei rifiuti e nella situazione di emergenza di quest'ultimo periodo ha rilanciato in modo deciso le attività della Pomigliano Ambiente SpA. Tuttavia, il sistema di raccolta va ulteriormente migliorato; è ancora necessario sensibilizzare i cittadini, intervenendo, quando necessario, anche attraverso appositi sistemi di controllo, al fine di realizzare un sistema che permetta di migliorare la qualità del servizio offerto. Ed è proprio in quest'ottica che prende forma l'azione: creare "lavori di qualità" per svolgere "lavoro di qualità".
Scopo dell'azione è favorire il reinserimento in contesti occupazionali di qualità a soggetti svantaggiati e favorire attraverso il loro inserimento dinamiche di sviluppo in un contesto territoriale depresso. Per raggiungere tale obiettivo l'azione si propone di attivare un percorso formativo finalizzato alla creazione di un impresa di servizi, che svolga, per conto di un'impresa partner della PS, la fase di raccolta differenziata. In tal senso, l'intervento è finalizzato a creare un'iniziativa lavorativa stabile. Nel contempo, la partenrship prevede di duplicare la tipologia di progetto anche in contesti diversi da quello in cui si colloca l'intervento ed in particolare auspica la creazione di un consorzio di imprese che gestiscano la raccolta differenziata per un numero elevato di comuni, collocati in aree limitrofe a quella in cui il progetto viene realizzato. L'azione mira così a risolvere un problema di discriminazione attraverso azioni concrete, localizzate ed integrate in dinamiche di sviluppo ampie ed a più ampio respiro.

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