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A perdere
Imballaggio o bottiglia che si usa una sola volta, quindi senza deposito, ma che comunque può essere riciclabile.
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Abbattimento delle emissioni
Processo che consente, attraverso l’uso di opportune tecnologie, di ridurre il quantitativo delle sostanze inquinanti presenti negli scarichi industriali e civili, al fine di garantire la conformità della componente ambientale (aria, acqua, suolo), in relazione alle norme vigenti.
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Abitante equivalente
Carico organico biodegradabile avente una richiesta biochimica di ossigeno a 5 giorni (BOD 5 ) pari a 60 grammi di ossigeno al giorno (D. Lgs. 152/1999).
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Acque reflue
Acque che, dopo l’utilizzo domestico o industriale, tramite la rete fognaria, confluiscono agli impianti di depurazione.
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Agenda 21
Piano programmatico del vertice di Rio, suddiviso in 40 capitoli, dedicati a differenti settori d'intervento (foreste, oceani, clima, deserti, aree montane, demografia, urbanizzazione, etc..) considerati bisognosi di modelli di sviluppo sostenibile e di strategie idonee alla riduzione dell'impatto ambientale. Privo di efficacia giuridica vincolante, il documento rappresenta comunque un programma d'azione ad ampio raggio, mirante a realizzare un maggiore equilibrio tra ambiente e sviluppo attraverso lo strumento della cooperazione internazionale.
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Ambiti Territoriali Ottimali (ATO)
Area geografica in cui le Province, sentiti i Comuni - in applicazione degli indirizzi e delle prescrizioni del D.Lgs.22/97 (ex art. 23) - assicurano una gestione unitaria dei rifiuti urbani e predispongono piani di gestione dei rifiuti.
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APAT
Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici. Nasce nel 2002 dalla fusione tra l'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ANPA) ed il Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali. Struttura pubblica adibita allo svolgimento di attività di specifico interesse nazionale per la protezione dell'ambiente, per la tutela delle risorse idriche e della difesa del suolo. Compiti principali: supporto tecnico-scientifico alle autorità amministrative, controlli ispettivi e diffusione di informazioni sulla salute dell'ambiente, determinazione di standard di qualità ambientale, impulso alla ricerca di tecnologie eco-compatibili. L'APAT è sottoposta ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed al controllo della Corte dei Conti.
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Area di raccolta
Aggregazione territoriale, costituita da un insieme di comuni interni all’ATO o al bacino di recupero e smaltimento, finalizzata alla gestione il più possibile unitaria dei servizi di raccolta e trasporto rifiuti. Nell’area di raccolta possono essere presenti più strutture per il conferimento differenziato (stazioni ecologiche) ciascuna collegata ad un’area attrezzata per il trattamento e la valorizzazione dei materiali recuperabili da conferire ai rispettivi consorzi.
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ARPA
Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente. Presenti in ciascun territorio regionale, le ARPA (n. tot. 21), insieme alle APPA (Agenzia provinciali per l'ambiente) e all'APAT compongono il Sistema delle Agenzie Ambientali, sistema federativo, mirante a coniugare la conoscenza diretta del territorio e dei problemi ambientali locali con le politiche nazionali di prevenzione e protezione dell'ambiente.
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Campana
Contenitore colorato (la cui forma ricorda quella di una campana) posto lungo le strade. Serve alla raccolta di rifiuti recuperabili come vetro, carta, plastica, metallo.
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Capping di discarica
Materiale di varia natura impiegato per ricoprire una discarica allo scopo di impedire l'infiltrazione di acqua con conseguente formazione di percolato.
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Carta riciclata
Carta ottenuta per separazione dai rifiuti solidi e che viene utilizzata come materia prima nella manufattura di prodotti cartacei. Il prodotto recuperato presenta problemi di qualità poichè esso risulta spesso inquinato e composto di fibre corte.
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Cassonetto
Contenitore posto lungo le strade per raccogliere, ben chiusi in un sacco, i rifiuti domestici, oppure quelli destinati alla raccolta differenziata.
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Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER)
Elenco standardizzato delle varie tipologie di rifiuti, organizzato prevalentemente sulla base del loro processo di formazione. Ogni tipologia è identifica mediante codici a 6 cifre, delle quali le prime 2 indicano la macrotipologia (CER2). Scopo: identificare univocamente i rifiuti a livello comunitario, per permettere la raccolta di dati statistici attendibili a supporto delle politiche ambientali europee e per il monitoraggio della loro corretta attuazione da parte degli Stati Membri.
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Catasto dei rifiuti
Il catasto dei rifiuti è organizzato in una sezione nazionale, che ha sede in Roma presso l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT) e in sezioni regionali o delle province autonome presso le corrispondenti agenzie regionali e delle province autonome per la protezione dell'ambiente (ARPA/APPA) e, ove tali agenzie non siano ancora costituite, presso la regione. L'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici organizza il catasto nazionale attraverso la costituzione e la gestione del catasto telematico basato sulla gestione delle informazioni relative ai rifiuti mediante sistemi informatico-telematici e comprensivo di una banca dati composta da:
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una sezione anagrafica, denominata anagrafica dei soggetti e delle unità locali (AnSul), contenente tutte le informazioni relative ai soggetti coinvolti nel ciclo di gestione dei rifiuti desunte dal registro delle imprese;
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una sezione contenente le dichiarazioni presentate dai soggetti obbligati di cui all'art.189 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
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una sezione contenente le informazioni relative alle autorizzazioni di cui agli articoli 208, 209, 210, 211, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
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una sezione contenente le informazioni relative alle imprese che effettuano le operazioni di recupero dei rifiuti in procedura semplificata di cui ai decreti del Ministro dell'ambiente 5 febbraio 1998 e 12 giugno 2002, n. 161, e già operative alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
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una sezione contenente le informazioni relative alle comunicazioni di cui agli articoli 214, 215 e 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
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una sezione contenente le informazioni relative alle iscrizioni all'albo nazionale gestori ambientali di cui all'art. 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
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una sezione relativa alla produzione e alla gestione di specifiche tipologie di rifiuti tra cui PCB/PCT, oli, batterie al piombo esauste, imballaggi.
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CDR
Acronimo per Combustibile Derivato dai Rifiuti (in inglese RDF, Refuse Derived Fuel). Combustibile alternativo ottenuto dalla componente secca (carta, plastica, fibre tessile, ecc.) dei rifiuti urbani, dopo un apposito trattamento di separazione e purificazione da altri materiali, quali vetro, metalli e inerti. Il residuo secco dei rifiuti viene triturato e trasformato in combustibile per la termovalorizzazione e la cogenerazione di energia elettrica, in appositi impianti inceneritori dotati di sistemi di recupero dell'energia prodotta dalla combustione. Il combustibile di qualità normale è detto semplicemente CDR. Il combustibile di qualità elevata classificato come CDR-Q.
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Ceneri
Residuo fisso della combustione di una sostanza.
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Centrali elettriche a rifiuti
Impianti industriali per la produzione di energia elettrica e per il riscaldamento attraverso l'uso di combustibile derivato da rifiuti.
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Centro raccolta rifiuti
Centro di stoccaggio di rifiuti, chiuso e custodito, per lo smaltimento e/o la valorizzazione di determinate categorie di rifiuti (es. scarti organici, carta e cartone, vetro, lattine in alluminio, rottami metallici, contenitori in plastica, resto secco indifferenziato, legno, farmaci scaduti e pile scariche, batterie esauste al piombo, oli, etc..)
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Cernita dei rifiuti
Separazione dei rifiuti sulla base della loro composizione: vetro, metallo, carta, ecc.
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CIAL
Il Consorzio Imballaggi Alluminio si occupa della raccolta, il recupero e il riciclo degli imballaggi in alluminio provenienti dalla raccolta differenziata fatta dai comuni.E' stato istituito nel 1997 in ottemperanza al decreto legislativo 22 del 1997.
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Ciclo di vita di un prodotto
Storia di un prodotto, dall'estrazione delle materie prime, alla produzione, distribuzione, consumo o uso, fino alla trasformazione in rifiuto e alla conseguente eliminazione.
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CNA
Il Consorzio Nazionale Acciaio ha lo scopo di favorire, promuovere, e agevolare la raccolta ed il riciclo degli imballaggi usati in acciaio, siano essi provenienti dall'utenza domestica che industriale. Costituitosi il 18 novembre 1997, in ottemperanza del Decreto Legislativo 22 del 1997, il Consorzio riunisce fornitori ed importatori di materiale in acciaio per imballaggio, nonché fabbricanti di imballaggi e di accessori in acciaio.
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Co-incenerimento
Incenerimento congiunto di rifiuti pericolosi e non.
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COBAT
Il Consorzio obbligatorio per le batterie al piombo esauste e i rifiuti piombosi è stato istituito dalla legge 475 del 1988. Il Cobat assicura la raccolta il trasporto e il riciclo delle batterie al piombo esauste in impianti specifici consortile che garantiscono il recupero del piombo metallico e l' inertizzazione o l' eventuale recupero dell' acido solforico.
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COMIECO
Il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica ha come finalità il riciclo e il recupero degli imballaggi di origine cellulosica. Il Comieco è nato nel 1985 e si è costituito in Consorzio nazionale nel 1997 in ottemperanza al Decreto Legislativo 22/97 La finalità principale del Consorzio è il raggiungimento - attraverso una incisiva politica di prevenzione e di sviluppo della raccolta differenziata - dell'obiettivo di riciclo dei rifiuti di imballaggi cellulosici previsto dalla normativa europea.
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Comitato Ecolabel-Ecoaudit
Comitato composto da rappresentanti dei Ministeri dell`Ambiente, dell'Industria, della Sanità e del Tesoro, suddiviso in 2 Sezioni (Ecolabel ed Emas) con compiti previsti dai regolamenti comunitari. Resta in carica 3 anni e si avvale del supporto tecnico dell`APAT per lo svolgimento delle istruttorie tecniche relative alla concessione del marchio Ecolabel e all`adesione al sistema EMAS.
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Commercio delle emissioni
Previsto dal Protocollo di Kyoto, l'Emission Trading (ET) stabilisce che è possibile, nella esecuzione dei propri obblighi, trasferire i propri diritti di emissione o acquistare i diritti di emissione di un altro Paese: se un Paese riesce a ridurre le proprie emissioni più della quota assegnata, può vendere la sua eccedenza ad un altro Paese che non sia in grado o potrebbe non essere in grado, di raggiungere l'obiettivo che gli spetta. Viceversa un Paese che, per ridurre una certa quota delle proprie emissioni, spenderebbe di più di quanto gli costerebbe acquistare la stessa quota da un altro Paese che è disposto a trasferirla, può acquistare tale diritto supplementare.
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Compattamento
Metodo col quale i rifiuti vengono compressi mediante presse idrauliche e successivamente impaccati.
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Compost
Materiale simile a terriccio soffice e bruno, ottenuto dal compostaggio della parte organica dei rifiuti urbani, utilizzabile in agricoltura e nella vivaistica come fertilizzante.
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Compostaggio
Processo biologico aerobico di trasformazione delle componenti organiche dei rifiuti, finalizzato alla riduzione del volume (fino al 25-50%) e la realizzazione di un prodotto utilizzabile in agricoltura e nelle tecniche di bioingegneria. Vantaggi: assenza di emissioni nocive nell'atmosfera (tranne odori); recupero significativo, anche se parziale, dei rifiuti; positiva influenza del compost sulla struttura del suolo, etc.. Svantaggi: possibilità di danneggiare animali mediante l'assimilazione di sostanze nocive contenute nel compost; sviluppo di cattivi odori che costringe a notevoli distanze dai centri abitati; forte inquinamento dell'acqua che percola dai cumuli di rifiuti e che deve essere depurata.
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CONAI
Il Consorzio Nazionale Imballaggi è il consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi con la finalità di perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio previsti dalla legislazione europea e recepiti in Italia attraverso il Decreto Legislativo 22 del 1997 e il Dlgs. 152/06. Il Conai si occupa della raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi avvalendosi di sei Consorzi di filiera dei singoli materiali (acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro).
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Conferimento
Le operazioni compiute dai produttori di rifiuti per consegnarli ai servizi di raccolta.
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Contaminazione
Introduzione nell'acqua, nell'aria, nel suolo o in altri mezzi, di microrganismi, sostanze chimiche o tossiche, rifiuti, acque di rifiuto o di altri inquinanti in concentrazione tale da pregiudicare l'utilizzazione del bene stesso.
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COREPLA
Il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio ed il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica è stato istituito con il Decreto Legislativo 22/97. Il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggi in plastica é stato avviato in oltre 6.900 Comuni. Al Corepla aderiscono sia i produttori di materie plastiche che le aziende trasformatrici di imballaggi in plastica.
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COREVE
Il Consorzio Recupero Vetro è il Consorzio che ha per scopo il raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro. E' stato istituito nel 1997 in ottemperanza del Decreto legislativo 22 del 1997 per gestire il ritiro dei rifiuti in vetro provenienti dalla raccolta differenziata e garantire l'avvio al riciclo del vetro raccolto.
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Degasificazione dei rifiuti
Rimozione della componente gassosa dai rifiuti.
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Deposito di rifiuti
Attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di stoccaggio preliminare di rifiuti prima dello smaltimento e del recupero.
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Digestore
Impianto che, mediante un processo di digestione in assenza di ossigeno, viene utilizzato per la trasformazione dei rifiuti urbani in biogas.
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Direttiva Seveso
La direttiva europea detta "direttiva Seveso" impone agli stati membri di identificare i propri siti a rischio. La direttiva è evoluta nel corso del tempo, la versione più recente è la direttiva 96/82/CE ("Seveso 2"), in vigore dal 3 febbraio 1999, concernente il controllo dei rischi da incidente rilevante che coinvolgano sostanze pericolose.
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Discarica
Luogo di deposito (costituito da ex cave di pietra, pozzi minerari in disuso o cave di ghiaia e di argilla) di rifiuti domestici e/o industriali non selezionati che non è possibile riciclare o utilizzare come combustibile nei termovalorizzatori. La normativa europea prevede tre tipologie differenti di discarica:1) per rifiuti inerti; 2) per rifiuti non pericolosi (tra le quali gli RSU, Rifiuti Solidi Urbani); 3) per rifiuti pericolosi. I rifiuti sono disposti in strati, alternati da terra o da residui di materiale da costruzione, al fine di ridurre al minimo la produzione naturale di calore derivante dalla decomposizione dei rifiuti organici. Una moderna discarica deve, pertanto, prevedere sistemi di captazione di tali gas (in particolare il metano, che può essere usato anziché disperso in atmosfera). I vecchi siti di interramento possono talvolta essere riutilizzati a scopo agricolo o a scopo edilizio.
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Discarica controllata
Luogo di interramento dei rifiuti o dei materiali di scarto, compresi i rifiuti pericolosi e/o i rifiuti tossici, che vengono disposti in strati - intercalati da terra o da residui di materiali da costruzione-, al fine di minimizzare la produzione di calore (generato dalla decomposizione) e di gas tossici (quali metano e acido solfidrico). I luoghi destinati alle discariche controllate vengono individuati con particolare attenzione per evitare il pericolo che i prodotti di rifiuto vengano trasportati verso aree lontane.
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Discarica dismessa
Discarica interrata, ricoperta di terriccio fertile e seminata. Tale luogo può essere destinato anche a spazi verdi, dove comunque è vietato l'esercizio di attività ricreative e purché la pendenza sia tale da consentire il rapido scorrimento delle acque superficiali. In tale area non è permessa la costruzione di edifici commerciali e industriali.
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Discarica pirata
Luogo in cui i rifiuti vengono abbandonati senza particolari precauzioni.
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Downcicling
Trasformazione di rifiuti in materiali di minor quantità.
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Ecolabel
Marchio europeo di certificazione ambientale. Strumento ad adesione volontaria che viene concesso a quei prodotti e servizi che rispettano criteri ecologici e di prestazione stabiliti a livello europeo. L'ottenimento del marchio costituisce, pertanto, un attestato di eccellenza che viene rilasciato solo a quei prodotti/servizi che hanno un ridotto impatto ambientale.
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Ecomafia
Il termine, "ecomafia" coniato da Legambiente ed entrato nel vocabolario Zingarelli, indica, quei settori della criminalità organizzata che hanno scelto il settore ambientale ed in particolare il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, l'abusivismo edilizio e le attività di escavazione, come nuovo grande business.
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EMAS
Certificazione ambientale che significa letteralmente "Sistema di Ecogestione ed Audit" (Eco-Management and Audit Scheme = EMAS). Si tratta di un sistema ad adesione volontaria per le imprese e le organizzazioni che desiderano impegnarsi a valutare e migliorare la propria efficienza ambientale.
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Emisisoni
Rilascio nell'aria di materiale inquinante o di scarto in forma particolata, gassosa o solubile, da parte di una sorgente inquinante.
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Energia da biomasse
Energia recuperata da rifiuti di natura organica tramite combustione. La quantità di energia recuperata dipende principalmente dal potere calorifico dei materiali organici che vengono bruciati, e secondariamente dall'efficienza dell'impianto di incenerimento. La biomassa è la quarta fonte energetica del pianeta, il principale combustibile utilizzato da tre quarti della popolazione mondiale.
L'energia prodotta dalla biomassa può essere sfruttata in vari modi. Il più evidente consiste nell'utilizzare il calore prodotto dalla sua combustione -sia direttamente, sia producendo vapore per generare elettricità. La biomassa può produrre energia in un'unità di cogenerazione (produzione combinata di calore e di elettricità) ed il calore "residuo" può essere immesso in una rete di teleriscaldamento o in un processo industriale.
È inoltre possibile ottenere energia dalla biomassa tramite gassificazione e la produzione di combustibili liquidi. La biomassa utilizzabile a scopo energetico comprende: gli scarti del legno (silvicoltura, segherie, edilizia/industria); il legno delle essenze a crescita rapida (salice, pioppo); i rifiuti agricoli (paglia, concimi); gli scarti delle colture saccarifere (barbabietole, canne da zucchero),
cerealicole (grano, granoturco), non lignee (miscanthus) e oleaginose (colza, girasole); i rifiuti urbani solidi; i rifiuti domestici e gli effluenti industriali (in particolare del settore agroalimentare).
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Energia da rifiuti
Processo di riutilizzo dei rifiuti a fini energetici in impianti di recupero energetico che li utilizzano come combustibile principale per la produzione di energia elettrica e/o termica.
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Esportazione di rifiuti
Trasporto di materiale di scarto, compresi quelli derivanti dalle attività manifatturiere e industriali, in paesi o aree diverse da quelli di produzione.
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Imballaggi
Prodotti atti a contenere, proteggere e trasportare le merci ed i beni dal produttore all'utilizzatore/consumatore.
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Imballaggio primario
Detto anche imballaggio per la vendita è concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, un'unità di vendita per l'utente finale o per il consumatore (secondo la definizione riportata dal Decreto Ronchi).
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Imballaggio secondario
Detto anche imballaggio multiplo è concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, il raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale all'utente finale o al consumatore, o che serva soltanto a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto di vendita. Esso può essere rimosso dal prodotto senza alterarne le caratteristiche (secondo la definizione riportata dal Decreto Ronchi).
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Imballaggio terziario
Detto anche imballaggio per il trasporto è concepito in modo da facilitare la manipolazione ed il trasporto di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli per evitare la loro manipolazione ed i danni connessi al trasporto, esclusi i container per i trasporti stradali, ferroviari, marittimi ed aerei (secondo la definizione riportata dal Decreto Ronchi).
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Impatto ambientale
Qualsiasi alterazione negativa o positiva delle condizioni ambientali esistenti, o l'insorgenza di condizioni ambientali nuove, causate o indotte da un'azione di progetto.
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Impianto di trattamento dei rifiuti
Luogo nel quale il materiale di rifiuto viene trattato in modo da essere riutilizzabile o eliminato in modo sicuro.
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Impianto di termovalorizzazione
Impianto costituito da un forno, da una camera di post-combustione, da una caldaia per il recupero del calore generato dalla combustione di rifiuti e da sistemi per l'abbattimento delle emissioni.
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Incenerimento
Processo controllato ad alta temperatura mediante il quale rifiuti combustibili solidi, liquidi o gassosi vengono bruciati e trasformati in gas.
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Inceneritore
Impianto per la combustione dei rifiuti.
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Percolato di discarica
Liquido che si origina prevalentemente dall'infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi (ex art. 2 D. L.vo 2003 n. 36). Secondo la definizione del CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) il percolato di discariche contenente sostanze pericolose costituisce un rifiuto pericoloso.
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Piattaforma ecologica
Impianto di stoccaggio e trattamento dei materiali della raccolta differenziata. Da tale piattaforma escono i materiali avviati al riciclaggio, al recupero energetico oppure, limitatamente alle frazioni di scarto, allo smaltimento finale.
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Post-selezione
Processo tecnologico a valle della Raccolta Differenziata multi-materiale, finalizzato a separarne le singole frazioni omogenee.
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Pre-selezione
Processo tecnologico che seleziona il rifiuto indifferenziato in due frazioni: il sopravaglio secco (avviato alla discarica) ed il sottovaglio umido (avviato agli impianti di bio-stabilizzazione.
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Principio dello sviluppo sostenibile
Principio secondo il quale il sistema di sviluppo deve rispondere alle esigenze del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Tale tipo di sviluppo mira a migliorare le condizioni di vita delle persone, tutelando allo stesso tempo il loro ambiente a breve, a medio e soprattutto a lungo termine. Lo sviluppo sostenibile persegue un triplice obiettivo: uno sviluppo economicamente efficace, socialmente equo e rispettoso dell'ambiente.
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Principio di sussidiarietà
Principio secondo cui le decisioni devono essere adottate il più vicino possibile alle esigenze del cittadino. L'Autorità centrale deve avere una funzione sussidiaria, occupandosi solo dei problemi che non possono essere affrontati con efficacia a livello locale.
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Principio "chi inquina paga"
incluso fra i 27 principi della Dichiarazione finale di Rio de Janeiro del 1992, si basa sull'idea che i costi per evitare e riparare i danni all'ambiente debbano essere sostenuti dai soggetti responsabili dei danni e non posti a carico della società nel suo complesso.
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Raccolta dei rifiuti
Operazione di prelievo, cernita e raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto.
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Raccolta differenziata
Raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, destinate al riciclaggio/recupero di materia.
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Raccolta indifferenziata
Raccolta dei rifiuti urbani non raggruppati per frazioni merceologiche. È comprensiva dei rifiuti provenienti dalla pulizia delle strade e dei rifiuti cimiteriali.
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Raccolta mono-materiale
Raccolta Differenziata costituita da una sola componente merceologica.
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Raccolta multi-materiale
Raccolta Differenziata costituita da piu' componenti merceologiche (vetro/plastica/alluminio, carta/plastica/metalli ecc.) e per la quale è necessario il processo di post-selezione per la loro separazione.
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Reato ambientale
Violazione di un obbligo di importanza essenziale per la salvaguardia e la preservazione dell'ambiente. Sotto il profilo penale, il decreto Ronchi con l'art. 53 bis, ha introdotto la fattispecie penale di "organizzazione di traffico illecito di rifiuti".
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Recupero
Riutilizzo dei materiali provenienti dalla Raccolta Differenziata in nuovi cicli produttivi in sostituzione delle materie prime.
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Recupero di rifiuti
Operazione di utilizzazione dei rifiuti o di loro componenti per nuove attività produttive (ad esempio, combustibile o azioni di compostaggio).
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Recupero energetico dai rifiuti
Recupero del calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti negli inceneritori sotto forma di energia elettrica o termica.
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Repertorio del Riciclaggio (RR)
Elenco dei materiali riciclati e dei manufatti e beni ottenuti con materiale riciclato, istituito con Decreto del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio del maggio 2004, n. 203. Secondo tale provvedimento gli enti pubblici e le società a prevalente capitale pubblico devono utilizzare, a copertura di almeno il trenta per cento del fabbisogno annuale, manufatti e beni realizzati con materiale riciclato.
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Riciclaggio
Processo di trasformazione dei rifiuti in materiali riutilizzabili uguali o simili a quelli di partenza. Si distingue: a) riciclaggio naturale (in cui tutte le sostanze finite necessarie per la vita come l'acqua, l'azoto e il carbonio subiscono un riciclaggio continuo); b) riciclaggio dei prodotti manufatti obsoleti, di cui le risorse minerali preziose (come l'acciaio, il rame, la plastica o le fibre) possono essere recuperati e riutilizzati. Si tratta di un sistema intelligente di smaltimento dei rifiuti, idoneo a garantire una riduzione dei consumi energetici e dei costi delle industrie e,al contempo,un risparmio delle risorse naturali del pianeta.
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Rifiuti
Prodotti di scarto solido, liquido o gassoso, derivanti da processi manufatturieri, industriali, agricoli o di altra natura.
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Rifiuti ingombranti
Rifiuti urbani che per dimensioni devono essere conferiti presso le stazioni ecologiche attrezzate (mobili, materassi ecc.).
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Rifiuti urbani (RSU)
Materiale di rifiuto di origine residenziale e commerciale prodotto in un'area urbana.
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Rifiuti speciali (RS)
Rifiuti pericolosi o ingombranti, che necessitano di trattamenti particolari prima di poter essere eliminati.
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Rifiuti speciali pericolosi
Tutti quei rifiuti generati da attività produttive contenenti al loro interno un'elevata dose di sostanze inquinanti. Nella normativa precedente rispetto a quella in vigore attualmente, tali rifiuti erano definiti come rifiuti tossico nocivi.
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Rifiuti urbani pericolosi (RUP)
Tutti i rifiuti che, pur avendo un'origine civile, contengono al loro interno un'elevata dose di sostanze pericolose e che quindi devono essere gestiti diversamente dal flusso dei rifiuti urbani "normali". Tra i RUP, i principali sono i medicinali scaduti e le pile.
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Rifiuti vegetali
Rifiuti composti da sostanze di natura vegetale (rami, foglie ecc.).
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Riuso di rifiuti
Reimpiego di un prodotto o di un oggetto scartato nella sua forma originaria in più cicli di utilizzazione.
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Smaltimento
Processo relativo alle fasi di conferimento, raccolta, spazzamento, cernita, trasporto, trattamento, nonché l'ammasso, il deposito, la discarica sul suolo e nel suolo.
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Sopravaglio secco
Frazione composta dai rifiuti urbani indifferenziati che, a causa della loro dimensione, non scendono attraverso le maglie del vaglio di selezione. Questa frazione è prodotta presso gli impianti di pre-selezione ed è costituita, principalmente, da carta e plastica.
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Sottovaglio umido
Frazione dei rifiuti urbani indifferenziati che oltrepassa la maglie del vaglio di selezione. Questa frazione è prodotta presso gli impianti di pre-selezione ed è costituita, principalmente, da materiale organico (verde, scarti alimentari domestici).
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Sovvallo
Scarto non recuperabile originato dalle operazioni di trattamento dei rifiuti.
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Stazione Ecologica Attrezzata
Area di conferimento, aperta ai cittadini in orari prefissati, atta al conferimento di particolari tipologie di rifiuti urbani (previste dal regolamento comunale) quali beni durevoli, rifiuti ingombranti ecc. L'area è normalmente presidiata dal personale addetto al controllo del corretto conferimento.
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Stoccaggio
Termine per indicare sia le attività di smaltimento, consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti, sia le attività di recupero, consistenti nelle operazioni di messa in riserva di materiali.